Confidentials: Il mondo del fashion post Coronavirus

Inaspettata, improvvisa, devastante. La pandemia Covid19 ha contagiato ben oltre 600 mila persone nel mondo insieme a gran parte dei settori produttivi ed economici a livello globale. La moda è uno di questi. Come sarà il mondo del fashion post Coronavirus? Ne parliamo insieme a Caterina Giraldi, founder e creatrice di Veraroad, intervistata da Camilla Zanolla, del nostro Press Office Pierluigi Bacci & Associati.

Visto ciò che sta succedendo a livello mondiale, che tipo di ripercussioni pensi che avrà questa crisi sul mondo della moda? Cambieranno le tendenze?

Penso ci sarà un grande ridimensionamento in questo settore. A medio termine, sarei positiva e credo nel sostegno che ci viene offerto da più parti, ma al momento, è difficile prevedere esattamente quale sarà l’entità di questa crisi economica.
Le grandi aziende di abbigliamento, sia di massa che marchi di lusso, dovranno ridimensionarsi o reinventarsi in modo considerevole e temo che il potere di acquisto della maggior parte dei consumatori sarà fortemente diminuito. Diciamo che questa tragico virus ha fatto collassare una situazione che di fatto era già in grande crisi e che aveva bisogno di un rinnovamento.
Pensiamo a i clienti finali ed al loro comportamento verso una prossima macro tendenza: chi avrà voglia di spendere tanto per rinnovarsi il guardaroba?
Pensiamo anche a tutte le aziende produttrici nel terzo mondo che ad oggi impiegavano milioni di persone in India, Bangladesh, Etiopia e Cina. Chi si occuperà di loro adesso?
Pensiamo a tutto il settore del terziario che sosteneva il mondo della moda, agli intermediari e al settore marketing. Anche loro dovranno rinnovarsi e trovare nuove soluzioni .
Pensiamo anche a tutto l’invenduto e la massa di stock che attualmente si ritrovano tutte le aziende. Tutta questa merce sarà iniettata sul mercato a prezzi scontati senza lasciare margine alle aziende.

Per uscire da questa situazione, bisogna investire sulla sostenibilità, per avere un atteggiamento più consapevole sugli acquisti, su prodotti organici e biologici, sulla tutela delle produzioni locali e sull’alta qualità dei prodotti che garantisce la loro durata nel tempo.

“LESS IS MORE” non è soltanto uno slogan, ma un reale impegno per molte aziende. La sostenibilità diventa una necessità per la sopravvivenza umana.

Pensi che ci sarà un cambiamento anche sulla vendita dei prodotti? Ad esempio, pensi che tutto questo favorirà le vendite online a discapito dei negozi fisici, o che tornerà tutto come prima?

La tecnologia ha dato la possibilità di tenere unite le persone fra loro, nel mondo del lavoro, ha dato la possibilità di stare a casa con i propri cari e lavorare con più consapevolezza ma dedicando più tempo alla famiglia. Se vogliamo vederla positivamente, molti hanno capito che spesso possiamo lavorare in modo diverso e in modo migliore.
All’inizio dell’emergenza sanitaria, gli acquisti online di beni di consumo sono incrementati e alcune aziende hanno iniziato a fare sconti per accelerare le vendite.
Credo che il settore e-commerce sarà “privilegiato” rispetto a prima e che le aziende si troveranno nella condizione di creare boutique online interattive e interessanti. Sia per business to customer che per il business to business.

In questo periodo di lockdown moltissime persone stanno trascorrendo la maggior parte del tempo online, connettendosi con il mondo intero. Ma ci sarà poi la grande necessità di rivivere la dimensione sociale, di ritornare ai rapporti umani, e per la moda alle vendite personalizzate ed emozionali. In questo caso saranno privilegiate le attività che sapranno reinventarsi, che sapranno creare emozioni ed interesse, rispondendo alle necessità delle persone, sia on-line che off-line.

L’unico dato positivo in questo momento è la grande diminuzione dell’inquinamento in tutto il mondo. Le immagini satellitari mostrano che la Terra è tornata a respirare, pensi che alla fine di tutto questo ci sarà maggior attenzione all’ambiente e alla sostenibilità?

Credo sia doveroso porsi molte domande. Dalla rivoluzione industriale ad oggi c’è stata una incredibile escalation e, pur rispettando l’operosità di tutti, i posti di lavoro ed il benessere generato, questo modello economico ha creato anche un degrado dell’ambiente e del pianeta. Questo ha causato conseguenze negative per la salute e lo stile di vita, dalla sempre più scarsa qualità del cibo alla mancanza di ossigeno.

La Terra adesso respira, le persone respirano. Stiamo vivendo uno shock, per molti purtroppo molto doloroso, che ha svegliato molte coscienze ed ha fatto anche emergere la voce di molti che già stavano combattendo per un mondo migliore, un mondo in cui ci sia la consapevolezza che siamo tutti collegati, ovunque ci troviamo.

Torneremo ad essere liberi di cibarci, vestirci, vivere la socialità, esprimere i nostri talenti, fare un lavoro che ci piace, vivere dignitosamente. Per questo non è possibile fermare e modificare totalmente un processo economico, ma ci verrà richiesta molta più responsabilità, una vera rivoluzione di coscienze: negli acquisti, nel discernimento sulla qualità, nello sfruttamento dell’ambiente. Meno speculazione, meno corruzione e più sostanza.

Possiamo azzardare che si tratti di un grande passo indietro che ci farà andare avanti più sani, più felici.

Quali sono i progetti futuri di Veraroad dopo questa esperienza? Qualcosa è sicuramente cambiato in tutti noi, questa battaglia ci ha fatto riflettere su tante cose… Quali sono quelle che ti piacerebbe trasmettere attraverso Veraroad?

Abbiamo tempo per riflettere e ci stiamo ponendo molte domande. La nostra strada era già indirizzata verso un business diverso, attento all’ambiente e promotore di acquisti di qualità, durevoli, prodotti localmente con tessuti naturali. Adesso invece ci troviamo, come altre piccole aziende, ad avere poche risorse, avendo purtroppo perso un’intera stagione, ma speriamo di riprendere presto.

Fortunatamente il nostro prodotto non è solo “moda”, è poco stagionale ed è sempre attuale.
Dobbiamo reinventare una nuova formula più vicina alle nostre clienti, creando un rapporto più intimo e di fiducia, e donando loro un “vestito“ per l’anima, che le faccia sentire vive e piene di gioia.

Ce la faremo!

In questo momento dobbiamo restare a casa, quale capo Veraroad consiglieresti per sentirsi belle e femminili anche con un look comodo?

Sicuramente i nostri PJs, colorati, comodi e belli e la nostra linea Verabhodi per il tempo libero, ispirata allo yoga.

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